Pagine

Errante Parrino

Opere in vendita di La2, Little Angel Ortiz LAII

Errante ParrinoErrante Parrino non sveste la sua venezianità quando s’immerge nella lettura del paesaggio friulano; l’artista filtra la sua visione con la limitatezza dell’orizzonte dei campielli veneziani, una percezione che da chiusa si allarga immediatamente al contatto con gli ampi spazi di campagna offerti dalla terra friulana. Il suo è lo sguardo del viaggiatore che si fa gradualmente indiscreto, che certo si interroga di quelle grandi aperture, che assapora la lentezza e la staticità del mondo campestre ma che va anche alla ricerca di un segno umano che raccoglie e raffigura nelle sue opere. Le sue sensazioni nascono – come ebbe a dire – proprio dalla curiosità: “Quel che non fece su di me Venezia, lo fece quella campagna di mais e di argini, ed i muri costruiti coi sassi, di terre piatte… solcate da pigri canali …”. Il suo narrare il paesaggio non rimanda a ricordi, ma descrive, nella solitudine dell’esistenza delle cose raffigurate, il desiderio della pacatezza e della riservatezza che solo gli ampi spazi propongono all’uomo, prima, e all’artista, in quanto narratore, poi.

Siamo nel 1961 ed il ventenne Errante Parrino, sollecitato dal pittore Guido Carrer, tiene la sua prima personale a Venezia presso la Galleria San Vidal. Espone una serie di volti femminili, ritratti di adolescenti apparentemente assai lontani dalla pittura d’ispirazione paesaggistica che oggi lo impegna. Qualche quadro di paesaggio lo realizza dipingendo dal vero accanto a Giulio Ongarelli, un altro dei vecchi pittori che frequenta nella sua giovinezza.
L’attività di quegli anni è tutta documentata nella collezione Ravagnan che acquistava sistematicamente le sue opere. Alla fine degli anni sessanta incontra Renato Padoan, direttore artistico del Teatro Universitario di Cà Foscari e comincia a lavorare per la compagnia Stabile veneziana. Gli pare che nel teatro possano confluire tutti i suoi interessi estetici, letterari, politici.
Nel 1969 scrive, cura la regia e recita in uno spettacolo tutto suo dedicato alla figura di Guido Gozzano ed è un improvviso successo. La televisione realizza su di lui più di un servizio, viene recensito nelle pagine nazionali dei maggiori quotidiani, Arturo Blandi lo propone per il premio Pirandello. Errante sembra così aver quasi dimenticato la pittura esercitandola sporadicamente, come una specie di dote accessoria e supplementare. “Ha fatto anche il pittore” scrive di lui Cibotto. Il teatro influenza pure la sua tesi di laurea alla ricerca d’echi letterari nelle canzonette del primo novecento.
Ma già nel ‘75 la sua attività teatrale rallenta. L’ultimo suo spettacolo è costruito intorno alla figura di Filippo De Pisis ed è una contaminazione tra pittura, teatro e letteratura.
E’ quasi un ripensamento ed a togliere ogni dubbio giunge la chiusura dello Stabile di Cà Foscari.
Restano le sue passioni letterarie tradotte in collaborazioni con giornali e riviste, resta soprattutto la vena pittorica.
Le ultime e più significative tappe di questo suo percorso sono la grande mostra di Sacile, del 1996, documentata da un libro-catalogo curato da Umberto Trame intitolato “Errante Parrino – Quadri di viaggio” con prefazione di Sergio Maldini, una mistura, anche in questo caso, di prose e dipinti; e la mostra di San Vito alla Chiesa dei Battuti. Attualmente Errante Parrino opera a Venezia.

Tags: , , ,

Lascia un tuo commento

Aggiungi un tuo commento qui sotto, oppure fai un trackback dal tuo sito.
Segui la discussione via Feed Rss

:

:


Copyright © 2002-2009 Quadreria - Arte Moderna e Contemporanea. P.I.00904340270 - All rights reserved.