La scultura di Lea De Angelis si scrolla di dosso le parole di chi volesse definirla con qualche formula di circostanza tratta dal repertorio della storia dell’arte. Proprio come nel caso della persona Lea, dopo qualche frase, se non si giunge al punto, sembra quasi di sentire la sua voce che incita: “Adesso lasciamo stare le chiacchiere e parliamo davvero”.
Cosa dire, infatti, di forme che parlano effettivamente da sole? I titoli lo confermano: si toccano sentimenti che sono eterni, universali, che ciascuno ha provato. Anche quei corpi umani sono i nostri corpi, siamo noi. Sono giovani, hanno bellezza ma siamo comunque noi anzi, proprio perché hanno bellezza e vigore, li riconosciamo come la più intima essenza di noi stessi, quella che non si degrada come le cose materiali, che è fatta per la vita.
Lea si è fatta da sola, (come si direbbe di un imprenditore). Si è scelta la sua strada, l’ha difesa e l’arte l’ha fatta libera di stare da pari a pari di fronte a chiunque (e bisogna considerare che nella Roma di cinquant’anni fa una donna-artista era veramente un personaggio insolito).
Oggi Lea si presenta al pubblico con cose nuove e cose già esposte nel recente passato. La continuità è quella che si addice a chi non può essere che sé stessa.
Il corpo umano, femminile spesso, è tutto ciò di cui l’artista (ma potremmo anche dire la scultura in genere) ha bisogno per mettere in opera il suo “incanto”. Con un gioco di parole si potrebbe veramente dire che questo delle forme umane è un canto nel senso che tanto il cantare dista dalla semplice parlata quotidiana quanto l’arte di Lea rivela di quanta armonia è capace questa nostra veste corporea. Viene a mente che, al di là della sua funzionalità, il corpo umano sia veramente uno strumento, una sorgente di bellezza, poesia di carne.
Le figure della scultrice sono a volte in reciproca relazione: la coppia si atteggia secondo le attitudini fondamentali della vita in comune. La Tenerezza (che sovverte la gravità del corpo), la sensualità del Bacio, quella dell’intesa inebriante che si crea della Danza o, addirittura, la smisurata prospettiva della Vita stessa (cito titoli di sue sculture). critica a cura di Gianluca Tedaldi
Mostra Personale di Lea De Angelis
Biblioteca Sandro Onofri
18 Dicembre 2008- 28 Febbraio 2009
Vernisage :18 dicembre 2008
Acilia, Via Umberto Lilloni 35/45 – 00125 Roma
Tel. 0645460646 – fax 0645460642
biblioteca.sandroonofri@bibliotechediroma.it
Curatore : Antonio Laglia Critica a cura di : Gianluca Tedaldi
Ufficio stampa : www.espressionidarte.it ufficiostampa@espressionidarte.it
Tiziana Di Bartolomeo
Questo articolo è stato inviato da Tiziana Di Bartolomeo.






La De Angelis mi piace particolarmente.. peccato non siano fattibili esposizioni nella mia zona (TV)