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Pubblicato da Gianmaria Mariuzzo Eugenio Da Venezia ed i Post-Impressionisti Lagunari

Lunedì 26 Maggio 2008 | Pubblicato da Gianmaria Mariuzzo | Nessun Commento

Eugenio_DA_VENEZIA_Autunno_a_Torcello_1940_renamed_14707 Eugenio Da Venezia ed i Post-Impressionisti LagunariTra le due guerre matura e si staglia un gruppo di pittori, appartenenti alla scuola così detta Post Impressionista Lagunare o di Burano. Questi sono Eugenio Da venezia, Neno Mori, Marco Novati, Fioravante Seibezzi, Carlo Dalla Zorza, Aldo Bergamini e Juti Ravenna, con altri quali per esempio Gigi Candiani, Cesare Mainella. La loro caratteristica era di una pittura all’aria aperta e di un uso del colore come fonte di vitalità e di pura rappresentazione di quello che Venezia e la sua Laguna offrivano ed offrono ancora oggi. Una rappresentazione naturale quindi della città della Serenissima, che offerta quotidianamente si univa alla tradizione pittorica dei grandi capi scuola, quali per esempio Tiziano. In quest’ambito Maestri come Filippo De Pisis e Bruno Saetti sono a loro volta influenzati da questi elementi, visibili poi nella loro pittura.

I Soggetti comuni, pur avendo diverse interpretazioni sono gli orti, le barene, i rii, i canali della Laguna, i fiumi, gli scorci interni delle isole della Laguna, la montagna ed i ritratti. Soggetti dunque che sono stati utilizzati dall’Impressionismo Francese. Questi artisti porteranno per sempre questa loro “filosofia” pittorica, continuando ad interpretare quel “ponte” nato in Francia nel corso del 1800.

Fuori invece cosa succedeva? L’Arte diventa Contemporanea ed interpreta nuovi significati che la società affronta: la metafisica, il surrealismo, l’azione, il movimento, il taglio, i nuovi materiali, le scomposizioni, le estroflessioni, il cinetismo, la scomposizione della luce, il concetto, l’astratto, il ritorno alla pittura, l’uomo e la natura, il decollage, la pop art, l’arte povera, la transavanguardia, il grafitismo, che cambiano il modo d’interpretare la pittura ed i soggetti stessi. Una sperimentazione conosciuta dai Maestri, ma forse troppo lontana dal loro modo di concepire l’idea e le linee pittoriche.

Tradizione e sperimentazione a confronto nello stesso periodo, che negli anni ha sancito la prepoderanza del Contemporaneo, dove si sposano meglio le avanguardie con il nuovo tessuto della società. Da punto di vista commerciale i Maestri Contemporanei sono i più richiesti, come sono più richiesti i diretti eredi degli impressionisti Francesi, quali per esempio Federico Zandomeneghi, Pio Semeghini. A differenza di questi, i Maestri Lagunari pur riconosciuti importanti hanno la tendenza ad andare verso l’oblio ed a una considerazione di antiquariato, tanto che in una recente mostra a Treviso i loro nomi compaiono solo sul catalogo, senza alcuna opera esposta, non dando così una disamina giusta visto che si parlava di Venezia ‘900. Si spera che questo non debba succedere e si auspica, che il messaggio del progetto di Eugenio Da Venezia con i Maestri amici serva a farli “rivivere”. Questo invito è rivolto a tutti coloro che apprezzano l’Arte.

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