J. P. Witkin non ha paura della morte. O almeno, non ha paura della sua raffigurazione. Era fotografo in Vietnam, e lì imparò a convivere con la raffigurazione della morte. Il passo dopo è stato quello di prendere in consegna cadaveri di persone sconosciute e mai reclamati da alcuno, normalmente destinati alle lezioni di anatomia delle facoltà di medicina, e farne i propri soggetti.
Malgrado l’apparenza, la fotografia di Joel Peter Witkin è intimamente legata alla vita, che è più forte della stessa morte. I suoi defunti diventano creatività, invenzione, fantasia. Le sue stampe poi sono sottoposte a trattamenti chimici, graffi, abrasioni, che ne alterano l’aspetto e trasformano le opere in sculture, vive per l’appunto. In mostra dal Pac di Milano fino al 27 Aprile 2008.
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