Dal 5 marzo al 29 giugno 2008 il Palazzo Reale di Milano ospita ‘’Bacon’’, una mostra personale dedicata a Francis Bacon, l’ultimo dei grandi maestri del Novecento. Dedicata ad un’artista ha saputo interpretare le universali inquietudini del suo secolo, l’esposizione anticipa i futuri omaggi al grande artista che saranno resi nel 2009, centenario della sua nascita, dalla Tate di Londra, dal Prado di Madrid e dal Metropolitan di New York.
Curata dal professor Rudy Chiappini, l’esposizione ripercorre le tappe salienti del lavoro del pittore irlandese, raccogliendo opere provenienti da Francia, Belgio, Gran Bretagna, Portogallo, Germania, Austria, Svizzera Paesi Bassi, Finlandia, Israele, Stati Uniti, Venezuela, Messico, Giappone, Australia e Taiwan. L’assessore alla Cultura di Milano Vittorio Sgarbi la ritiene una “mostra compiuta, in cui si può apprezzare l’eccellenza del percorso artistico di Bacon, senza dimenticare nessuna fase; un’esposizione che dà conto in modo pieno e completo del lavoro dell’artista e ne permette una comprensione accurata”.
“Francis Bacon è nato al 63 di Lower Baggot Street, a Dublino (Irlanda) da genitori inglesi. I suoi genitori erano Eddy Bacon, quarant’anni, capitano in pensione che intraprese un’attività di allenatore equestre, e Winnie Bacon, ventisei anni. Il fratello Harley aveva quattro anni. La badante di Francis era Jessie Lightfoot, trentanove anni. Bacon era un bambino molto ammalato, con asma e violente allergie verso cani e cavalli. Era molto timido come bambino ed adorava vestirsi e discutere di vestiti. Gli piaceva molto vestirsi come una ragazza, e la sua evidente omosessualità faceva infuriare suo padre. Nel 1992 si è saputo che suo padre lo puniva per questo motivo (anche con vere e proprie frustate) e si pensa che se è vero fu questo a determinare il suo masochismo. Ad un party in costume nella prima casa della famiglia, a Suffolk, Francis indossò un abito a rilievo, rossetto, tacchi alti tenendo una lunga sigaretta con bocchino. Nel 1926 la famiglia di Francis tornò in Irlanda, dopo essersi trasferita a Londra nel 1914. Sua sorella Ianthe dice che disegnò le classiche donne degli anni ‘20, con larghi cappelli a falde e lunghe sigarette con bocchino. Alla fine di quello stesso anno suo padre lo cacciò di casa perché lo sorprese mentre si provava di fronte a uno specchio la biancheria di sua madre”.
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Ho visto la mostra lunedi’ scorso,è veramente un percorso completo ed esaustivo.Molto belle soprattuto le opere che non erano coperte dal vetro,dove si poteva ammirare la tecnica con qui Bacon trattava la materia pittorica,sembrava quasi che l’artista avesse finito da poco,si percepiva la violenza creativa del gesto forte ,irrequieto,distruttivo.Sono anche io un artista,e come il mio maestro Pietro Lsta amo profondamente questo tipo di pittura distruttiva,mai finita,mai fine a se stessa.Questo mi piace di Bacon,la sua capacità di trattare la figura riuscendo a scarnificarla e ricomporla nello stesso tempo,distrugge il segno con un gesto mentale che rasenta la pazzia.B E L L I S S I M O.