Una delle sue opere più famose è la scultura in lattice, cera, tessuto, con scarpe in cuoio e pastorale in argento, che rappresenta papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite, intitolata ‘La Nona Ora’, eseguita nel 1999. Venne esibito nella Royal Accademy di Londra come parte dello show Apocalypse e battuto da Christiès nel 2001 per la cifra record di 886 mila dollari, all’epoca equivalenti a due miliardi di lire.
Cattelan non frequenta alcuna accademia d’arte, ma sviluppa il suo talento artistico come autodidatta. Comincia la sua carriera a Forlì in Italia, negli anni ottanta frequentando alcuni artisti del luogo. Attualmente è uno degli artisti italiani più popolari che siano emersi internazionalmente negli anni novanta, e la sua reputazione sembra essere in crescita. Le sue poliedriche opere spesso combinano la scultura con la performance, ma spesso includono, tra le varie: eventi di tipo “happening”, azioni provocatorie di rottura, pezzi teatrali, testi-commento sui pannelli che accompagnano opere d’arte sue e non, articoli per giornali e riviste, ecc.






[...] “Le immagini che mi interessano di più sono quelle che non capisco. O meglio, quelle che sembrano contenere in sé una molteplicità infinita di significati. Non so nulla di sociologia, ma forse le immagini che mi piacciono davvero – e poco importa che siano mie o che le abbia create qualcun altro – sono abbastanza simili a ciò che voi chiamate società, o se non altro sono simili a ciò che mi ostino a immaginare come una società ideale: sono un coro di voci, un frastuono di interpretazioni e suoni discordanti, che misteriosamente trovano un equilibrio. E per di più questo equilibrio non è fondato su alcuna gerarchia: nessuna voce sovrasta le altre, nessuna interpretazione può avocarsi un diritto di superiorità, nessun suono è rumore. Le immagini migliori sono come tante piccole torri di Babele che restano misteriosamente in piedi: tremano forse, ma non crollano. Anzi attingono nuova forza dalle continue oscillazioni che scuotono le loro fondamenta”. Maurizio Cattelan [...]