L’artista fa parte della nuova generazione di artisti giapponesi, che sono divenuti oggetto di grande attenzione per il mondo della critica dell’arte contemporanea internazionale.
La sua arte si avvale di una forte componente onirica non si disgiunge tuttavia dal forte legame che l’artista mantiene con la società contemporanea giapponese. Le sue fotografie infatti sono il frutto di un dialogo costante con la società in cui vive. Gli effetti della bubble economy – il grande sviluppo economico che ha investito il Giappone negli anni ’80 – vengono vissuti dall’artista in modo negativo. La complessità della società dei consumi e i cambiamenti che essa ha apportato danno origine, nell’opera di Miwa Yanagi, ad una visione drammatica e a tratti pessimistica dell’esistenza. Il suo atteggiamento nei confronti di questo fenomeno non è di rifiuto o criticità, ma diviene una ricerca continua degli effetti che il consumismo ha nei comportamenti della donna giapponese.
Al centro del pensiero artistico di Miwa Yanagi regna sovrana la soggettività femminile vista nelle diverse fasi della vita. Gioventù, adolescenza, maturità e anzianità sono tuttavia rappresentate in una condizione temporale futura. Miwa Yanagi gioca con il travestimento e la trasformazione e con una punta di ironia rende le protagoniste delle sue opere osservatrici esterne della loro stessa vita.
In mostra si potrà ammirare la serie più famosa dell’artista My Grandmothers, in cui raffigura donne invecchiate artificialmente avvalendosi della fotografia digitale manipolata arricchita con effetti grafici speciali e tecniche tratte dal mondo cinematografico. Le immagini sono spesso sovrapposte ad uno strato di acrilico in modo da creare un effetto riflettente che dona alle fotografie un aspetto brillante e luminescente. L’uso di grandi formati – di dimensioni “panoramiche” – rappresenta un espediente per dare all’immagine un impianto prospettico di grande profondità che dona alle opere un tocco di surrealtà.
Per realizzare le immagini della serie My Grandmothers l’artista ha chiesto a donne di venti e trent’anni come vedessero se stesse a 50 anni di distanza. Questi racconti, successivamente elaborati, hanno dato vita alle rappresentazioni dei loro ipotetici “sogni futuri”. Queste inquietanti visioni raffigurano un futuro in cui la donna diviene l’unica abitante del mondo.
Le donne-nonne che rappresenta Miwa Yanagi sono una stilizzazione della terza età, non sono delle verosimili donne anziane. Le donne non sono invecchiate da una vita vissuta e appaiono esteriormente quasi come dei mostri, non sono più donne belle come nelle serie precedenti, ma donne grottesche, prossime alla morte ma che in realtà conducono la vita attiva dei giovani. Le donne-nonne di My Grandmothers, infatti, sfrecciano a tutta velocità sul Golden Gate a bordo di un sidecar , o sono insieme ad un ragazzo, oppure in volo felici su un ultraleggero. Minami, una tra le protagoniste della serie non è mai cresciuta ed è rimasta bambina in veneranda età e diviene la fondatrice di un parco divertimenti a tema che porta il suo nome Minami Land.
Tutte le immagini della serie sono accompagnate da un breve testo che aiuta la contestualizzazione della scena rappresentata.
L’estromissione della figura maschile dall’opera della Yanagi è simbolo della forte divisione dei sessi esistente nella tradizione della società nipponica. Come afferma il curatore Filippo Maggia “le nonne appaiono vivere la vita nel suo momento culminante, all’apice della realizzazione dei propri desideri, infischiandosene delle norme che vigono in Giappone e interpretando sempre ruoli di forte indipendenza”.
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Le “Poesie nude” di Loredana Bontempi
E’ stata presentata in anteprima alla libreria Trevi Mondadori di Roma la prima pubblicazione di Loredana Bontempi. Il libro, dal titolo emblematico “Poesie nude”, è un vibrante spaccato di vita in cui Loredana riunisce percorsi esistenziali a lei più cari: i ricordi, la descrizione della natura, l’affetto per i propri amici, la derisione beffarda dei “benpensanti”, l’amore immenso per la famiglia ed i ritratti dei luoghi che ama. L’autrice entra in punta di piedi nell’inquietudine esistenziale di tutti; così il suo eros è un messaggio millenario d’amore e di scoperta, un Kairos greco che ferma il normale tempo, proiettandoci verso valori, gioie, curiosità e speranze. Loredana riesce a meravigliare e si meraviglia a sua volta dei doni della vita, interpretando dopo duemilacinquecento anni i pensieri dell’immortale Saffo: “Finché mi stupirò , sarò viva”. La poesia diviene così sottofondo e commento, attraverso un linguaggio quotidiano disincantato. La versatile artista ha lavorato per il cinema, la televisione, la radio. Attrice, cantante e artista del mondo erotico, ha saputo coniugare la bellezza con l’arte. Modella di importanti artisti e appassionata di fotografia, ha dato un nuovo impulso all’arte di comunicare attraverso il corpo. Laureata, scrive su diverse riviste a carattere culturale. La sua prima opera di poesia è solo la punta di un iceberg di un poliedrico talento artistico ancora in evoluzione. La raccolta di poesie, pubblicata con il patrocinio dei Beni Culturali, sarà distribuita nelle migliori librerie. Alla presentazione è intervenuto Francesco Buttarelli, giornalista, docente e critico d’arte, che ha illustrato a grandi linee il volume, evidenziando le tematiche e le inclinazioni dell’artista. Tra gli altri relatori, il regista Fabrizio Bancali ha posto l’accento sulle possibili trasposizioni poetiche nel cinema, mentre la giornalista Emanuela Lozzi ha sottolineato la parafrasi di alcune poesie, effettuando una comparazione con la poesia contemporanea impegnata. Infine, Anna Belperio, artista e critica d’arte, ha fatto un’analogia tra le illustrazioni del volume (opere dell’artista Augusto De Filippo), la copertina con i contenuti delle stesse poesie.