A volte preso dal ricordo del bello mi perdo a girare per mostre e show room cercandolo in ogni parete, poi stanco del visto mi spengo davanti ad un teschio, poi due, poi tre e così via fino ad una cinquantina disposti in terra come ossario dell’arte da Rebecca Horn a Napoli prima in piazza del Plebiscito e poi al Madre; era ovvio replicarla per la grande richiesta da parte del popolo festante che già in piazza aveva gioito di tanta bellezza e così la direzione del Museo Madre ha deciso di offrirla a chi per sventura non l’aveva vista! Ma volete sapere il bello dove l’ho trovato? negli ottocentomila euro pagati all’artista e quindi fino a che non l’avranno visti tutti i teschi faranno il giro della città nelle festività, nelle sagre di quartiere e finanche a casa per i festini tra amici.
Poi per celebrare i teschi si sta pensando di fondare un nuovo movimento artistico ispirato al bello delle ossa craniche che ben sposa l’aria che tira nell’arte contemporanea.
Vivi complimenti agli amministratori della città di Napoli che spendono bene il danaro collettivo e sopratutto, notizia di oggi, veicolano e salvaguardano la cultura effettuando uno sfratto coatto ad una antica tipografia storica di Napoli che aveva solo il difetto di stare nella proprietà comunale che per “pagnotte” politiche ha destinato lo stabile ad altro uso, cancellando così una delle ultime realtà artigianali rimaste in città con macchinari d’epoca e vetrate ed arredamento artistico.
Meglio i teschi!
Ma sono quelli della cultura ormai serva della glebe di politici miopi per i cittadini ma con la calcolatrice sempre in tasca.
Questo articolo è stato inviato da Gianni Nappa.
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pensare che il rapporto col bello non è qualcosa di oggettivo. almeno così si dice dell’arte.
tutto iniziò un bel giorno in cui un tipo geniale ha deciso di disfare quello che Brunelleschi aveva fatto con tanto sforzo.
Picasso ed i Dada e la pop art in seguito hanno modificato il concetto del bello.
ora è bello ciò che viene preso per tale inoltre alcuni mezzi di comunicazione di massa ci invitano a non essere critici di fronte a ciò che è bello.
la politica quindi commissiona opere d’arte sponsorizzando i loro amici artisti. così in mezzo ad una città brutta qualsiasi, un’altra cosa brutta non stona mai.
hai ragione. i teschi al posto delle tradizioni.
le tradizioni sono la forma d’arte più longeva che ci sia. ma la modernizzazione senza critica è il cancro della vita come il neo liberismo, divoratore del bello.
un pittore al massimo vive 80 anni ma, un industria tradizionale vive per secoli e da secoli.
affermare che l’arte sia qualcosa di soggettivo è ciò che fa comodo al mercato dell’arte e non all’arte stessa intesa come capacità di trarre il bello dalla vita.