“Le città invisibili” è la mostra con cui viene inaugurata la nuova stagione espositiva della Galleria d’Arte Moderna Palazzo Forti. Dopo il lungo impegno de “Il Settimo Splendore. La modernità della malinconia”, la rassegna conclusa a fine luglio al Palazzo della Ragione, continua l’attività di ricerca e di indagine della galleria attorno a quelle figure del panorama artistico internazionale che hanno saputo arricchire e rinnovare i linguaggi dell’arte. La mostra “Le città invisibili”, curata dal direttore di Palazzo Forti, Giorgio Cortenova con la collaborazione di Patrizia Nuzzo, riporta a Verona l’artista egiziano vincitore del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 1995 per il Padiglione Egitto, ormai di casa a Palazzo Forti con la sua suggestiva installazione La dimora del poeta che occupa la “Sala dell’Orgia” affrescata con un artificioso trompe l’oeil ottocentesco. L’artista, nato a Il Cairo, da trent’anni cittadino italiano, coniuga le suggestioni e i colori dell’arte orientale con le più avanzate tecniche compositive delle avanguardie occidentali. Sette sono le installazioni site specific ideate per questa mostra, da La città e i profumi a Le Porte di Samarcanda a La barca “Ulisse”, una canoa sospesa su un mare di sale, per approdare a Origine del mondo, omaggio all’omonimo capolavoro di Gustave Courbet. Strutture in metallo sottilissime, ampolle di vetro leggerissimo sospese nel vuoto, garze semitrasparenti che lasciano intravedere la luce sono i materiali con cui l’artista costruisce queste sette città, luoghi a metà tra la filosofia dell’intimo e la vita brulicante dei suk, felice incontro tra il taglio sulla nuda pietra dell’antico Egitto e il segno irruente dell’arte contemporanea. Questi lavori restituiscono l’uomo alla sua dimensione più autentica, rintracciando e disegnando territori dell’anima e invitando ad assaporare lentamente l’essenza della vita. Un percorso dello spirito, attraverso profumi, colori, stoffe che evocano terre lontane e che affondano nella memoria ancestrale del mondo.
A completare la rassegna un esauriente catalogo, pubblicato dalla casa editrice Damiani di Bologna, con un dialogo tra Giorgio Cortenova e Maurizio Bernardelli Curuz e i saggi di Patrizia Nuzzo e Sabrina Baldanza.
Interverranno alla conferenza stampa e alla vernice l’Assessore alla Cultura, Erminia Perbellini, Giorgio Cortenova, direttore di Palazzo Forti e curatore della mostra e Medhat Shafik.
Inaugurazione al pubblico:
venerdì 16 novembre ore 17.30
Galleria d’Arte Moderna Palazzo Forti
Volto Due Mori, 4 (C.so Sant’Anastasia)
Verona






città invisibili, paesaggi lontani, sapori di terre lontane ma pur sempre vicini a noi, profumi che trasportano la nostra mente in mondi di fiabe, eppure anche possono sembrare solo fantasie non è così, non sappiamo com’era il mondo prima dell’esistenza di tutto quello che ora esiste non possiamo neanche immaginarlo; non si può vedere oltre ciò che vediamo ma esiste l’invisibile come il visibile dobbiamo cercarlo dentro la nostra realtà, non so come si presenterà la mostra sulla “Città Invisibile” e come potrà restituire all’uomo la dimensione più autentica, non è cosa facile si deve essere veramente dentro per capirne il significato essenziale.
Grazie Medhat, la tua arte ci porta un sogno. Quello di una società unita nella comune cultura dell’amore e del rispetto reciproco. Grazie per il tuo messaggio, denso di elementari simbolismi, che spero possano entrare nel cuore di chi visiterà le tue città, per rimanervi.