Sinceramente avevo scritto due versioni di questo articolo, nate da due diversi momenti visti nelle televendite sulle opere d’arte. Alla fine ho deciso un articolo aperto, in cui i tuoi commenti arrichiranno l’intervento. Negli ultimi tempi, dal satellite c’è un ritorno della televendita sull’Arte nella vecchia Tv: da Brescia a Favaro Veneto, da Marcon a Padova, da Adria a Rimini, da Bari ad altri luoghi. C’è chi esiste da molto tempo, chi è ritornato e chi si inserisce per la prima volta.
Tutte queste emittenti vendono Arte antica, moderna e contemporanea con prezzi di vario range. Tutti hanno un venditore e quasi tutti hanno un momento “grintoso” di vendita. Spesso vediamo momenti di forza, da parte del presentatore/venditore, su opere di Vedova, Rotella, Baselitz ecc., che forse non dovrebbero essere spinte in modo deciso … dati i nomi. Spesso si sentono le frasi “se lo mettevamo a 10 mila euro in più tutti lo compravano”, oppure “voi che avete comprato i Burri, i Fontana ecc.”, che comunque all’epoca già costavano, oppure “mi avete deluso perchè non avete colto il momento dal quale non si torna”, .... ecc. Ci sono momenti anche tranquilli, quindi la varietà di presentazione è diversa. Ad ogni modo quello che mi domando, visto che l’Arte non è un panino di McDonald, è : quanto serve spingere, con forza varia, sulla vendita di un’opera d’Arte quando per la maggior parte dei casi le opere s’indirizzano, per natura storica, a persone con un back ground non neofito, ma che dimostrano conoscenze sull’ argomento? Non penso che il signor/ra Tali Tali qualunque, scusandomi con Tali Tali, che non abbia sentito nulla d’arte prima, ma con disponibilità monetaria, all’improvviso mi compri un quadro di un certo tipo, perchè il presentatore/venditore dice che ….. ecc. Secondo me il compratore (collezionista o semplice appassionato) è già dell’ambiente o quanto meno lo è in parte ed è più o meno informato, poi, andando al sodo, sarà il portafoglio a dire se comprarlo o meno, a prescindere della passione per l’Arte o che l’opera piaccia in un modo totale. In conclusione penso che la presentazione “tranquilla” premi e paghi ed alla fine magari, proprio per questo, chi non è dell’ambiente si avvicina di più all’acquisto.
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Io credo che alcuni di questi mercanti gestiscano collezionisti che loro stessi hanno creato, sulla base di budget personali crescenti e dispobilità finanziarie notevoli. Se è così, l’escalation verso opere sempre più impegnative richiede una guida continua
e quindi l’insistenza anche su opere di artisti affermatiperché non si basa su una vera cultura artistica del compratore ma su un voler essere che ovviamente non permette una vera autonomia.Secondo me queste tipo di televendite hanno un range di pubblico molto ampio che di sicuro non è disposto a spendere piu di tanto. Penso che un vero collezionista abbia i suoi canali per trovare “i suoi scoop artistici”.
Io ho addirittura comprato un tappeto da Telemarket
Il guaio qual è? Semplice. Tu vedi il tappeto a 100. Chiami loro si presentano con tappeti da 100, 500, 1000.
Ovviamente ti spiegano che il tappeto da 100 è molto peggio degli altri e provano sempre a farti spendere di più: a volte ci si casca
Per il resto sono stato + che soddisfatto dell’articolo e la società mi è sembrata serissima. Sto parlando di un acquisto fatto forse 10 anni fa pero’
E’il solito problema dell’arte: conta di più comprare ciò che ti piace o ciò che viene definito di maggior valore ? Se in TV mostrassero solamente le opere, senza un venditore a spiegarne la storia e i pregi, in quanti si fiderebbero solo del proprio gusto e istinto ?
Questi programmi sono involontariamente comici e sono un segno del tempo in cui viviamo.
Il problema è che si usano immagini per vendere immagini che rappresentano altre immagini. Non riesco a capire come una persona possa decidere di spendere certe cifre senza neanche osservare il quadro dal vivo. Il senso di un’opera nasce dal flusso di pensieri che si sviluppa quando ci si confronta con essa. Comunque non è detto che qualcuno di questi infoiatissimi speaker non faccia affari d’oro.