Icone della storia e della mitologia, del sacro e del profano, simbolismi e ambiguità, sono le tematiche affrontate dai sei artisti nell’ambito della mostra curata da Daniela Brignone e Gianni Nappa. Una profonda rielaborazione di immagini ed eventi e un adattamento alla realtà contemporanea che consente di dare loro una nuova identità e un senso.
L’indagine dell’anima è affrontata attraverso la rappresentazione dei personaggi di un passato illustre, sospesi tra delirio e follia, sacralità e austerità; delle virtù e dei vizi rivisitati e personificati da Gabriele D’Acquisto; delle visioni trascendenti di Adriana Montalto, plasmate in forme classiche nel bronzo, solido come deve essere la fede religiosa; dei cicli di” incontri” e “scontri” di figure inquietanti e oscure, quasi ossessive, in una dimensione di lirismo sottile, ascolto interiore in cui Alessandra Spina coglie pochi elementi vitali, di cui l’artista stessa ricerca il corpo e l’anima; delle espressioni di una sacralità remota rappresentate da Lino Minneci, come quella della popolazione azteca, radicata nel tempo, nello spazio, nelle persone, negli animali e nelle cose o legate alla storia primordiale dell’umanità; Irene Falci dal lirismo dell’attualità in frammenti acquerellati e Sabrina Picciolo onirica interprete della condizione femminile, nuove evidenze per l’arte siciliana .
Un repertorio di simboli, linguaggi, comportamenti che evidenzia l’attaccamento delle comunità alle proprie radici e alle proprie tradizioni.
Un percorso nell’interiorità che passa attraverso il buio e le incertezze, attraverso i sentimenti, le percezioni e le ambiguità è quello che propongono i sei artisti in una personale riflessione, alla ricerca del senso dell’esistenza, di valori primari e del senso del sacro.
PalermoNapoli
anime nell’arte/ ambiguità dell’anima
Collettiva
Gabriele D’Acquisto, Irene Falci, Lino Minneci, Adriana Montalto, , Sabrina Picciolo, Alessandra Spina,
Galleria Merliani 137 – Napoli – 10 novembre – 20 novembre 2007
via Merliani,137 – 80129 Napoli
Curatori: Daniela Brignone e Gianni Nappa
Organizzato da Associazione Culturale Merliani 137
NIKE Palermo
Galleria Merliani, 137
Inaugurazione Sabato 10 novembre ore 19,00
con presentazione critica di Daniela Brignone (Palermo) e Gianni Nappa (Napoli)






Credo sia possibile, per qualche attimo, trovare l’anima, anzi vederla, l’anima, è lì nel tuo spazio, nella tua realtà evanescente, insieme a te ma solo per un momento, puoi vedere tutto quello che vuoi, poi tutto svanisce come in un sogno, ma rimane nella tua mente, nel tuo cuore.Osservando uno dei dipinti di Leonardo Da Vinci per esempio l’autoritratto guardando gli occhi ecco proprio gli occhi ti parlano sono veri, vivi, a distanza di secoli ancora vogliono dire qualcosa; così come gli occhi delle sue madonne, sono gli occhi l’anima e se osserviamo gli occhi tristi di Vincent Van Gogh i suoi occhi ci parlano ancora mostrando tutta la sua sensibilità, forse attraverso la visione profonda degli sguardi e degli occhi negli antichi dipinti possiamo riuscire a capire veramente quale è stata l’anima che ancora vive.
non mi e’ piaciuta per niente questa mostra ,non ho visto nulla di veramente originale.Come mai giovanni nappa ha sponsorizzato il nulla?!I pittori gabriele d’acquisto e la picciolo? : Brutta pittura….lino minneci:niente di speciale,ne di emozionante,la montalto?:Horror sculture funebri!Spina e La Falci,due ragazzine appena uscite dell’accademia di Napoli o Palermo….molta molta strada ancora da fare per tutti i piu’ giovincelli per divenire da banali pittori a discreti artisti!! (G.Napoli)
Signor Giuseppe, sono rispettoso del suo giudizio, ma non lo condivido in pieno; Gabriele D’Acquisto é un bravo artista, per di più umile, che attraverso una chiave pop rivisita l’antico e devo diure con molta bravura tecnica, oltre che un innovativa soluzione cromatica.
La mostra vedeva in Lino Minneci uno scultore molto stimato da Paolo Levi e Roberto Gallo, ed io ho solo portato a Napoli un artista che non é un caso che venda benissimo in Germania ed in Europa e che al sud non sia compreso, eppure i suoi lavori col tondino di ferro sono una scoperta piacevole ed essenziale oltre la scultura tradizionale.
Per la Picciolo e la Spina, e lei dimentica gli acquerelli di Irene falci, sono due giovani artiste che sicuramente si faranno sentire, ovviamente sono giovani ma non per questo vanno fucilate.
La Montalto ha una linea classica ed é molto apprezzata da Daniela Brignone che ne cura le mostre.
Come curatore e critico, sono d’accordo che si può fare sempre meglio, ma criticare per distruggere non é mai stato antidoto riformatore.
Correggo l’ultimo commento.
Lino Minneci è stato curato sì da Paolo Levi e Francesco Gallo ma anche dalla Brignone ed è molto conosciuto al sud.
Così come la Montalto è stata portata avanti da Levi e Gallo.
Dietro il lavoro di ogni artista c’è sempre una ricerca di qualcosa, per quanto banale possa sembrare la pittura, non è così, non siamo in grado di dire se un’opera è buona o non
lo è, ma dobbiamo cercare di comprendere qual’è il messaggio dato; tutto ciò che è attorno a noi ha bisogno di essere capito non giudicato e scartato, perchè c’è un’anima in ogni cosa, noi stessi siamo l’anima, e quest’anima la possiamo renderla bianca,il suo colore naturale, con l’aiuto di Dio.