Patrick Mimran è nato a Parigi nel 1956. Vive vicino Ginevra e lavora fra l’Europa, l’Asia e gli Stati Uniti. Dal 4 ottobre al 4 novembre 2007 a Palazzo Venezia, Roma, l’artista francese presenta Recent works and old obsessions. La mostra di Palazzo Venezia, allestita nelle sale dell’appartamento Barbo, è composta da opere già conosciute al pubblico dell’arte contemporanea, come i suoi Billboards, e presenta altri lavori recenti tra cui quadri realizzati in Giappone con la nobile tecnica dell’encausto, la serie di fotografie scattate durante le sue vacanze romane e il suo video Le Rythme du Temps, di cui ha composto le complesse sonorità. Il video sonorizzato di Mimran è una metafora sulla creazione ed è allestito con uno splitscreen. Riflette sull’esistenza e sul ciclo della vita, sul lavoro dell’uomo nel suo habitat, sui cinque sensi, sul vedere e sul sentire in particolare. Il suono è un contributo all’immersione totale dello spettatore e alla ricerca di sinestesia.L’esposizione ha inizio già sulle scale del palazzo, dove sono allestite le sue ormai famose Billboards che rientrano nel Billboard Project. La tecnica della public art dei cartelloni con scritte pubblicitarie a fine artistico è stata già utilizzata da Jenny Holzer dal 1982. La differenza tra i due artisti è però fondamentale perchè, mentre Jenny scrive frasi tipo “You are oldest fears are the worst ones”, Patrick Mimran ragiona sul sistema dell’arte, sul ruolo dell’artista nel mondo, sulla critica. Utilizza per comunicare le sue idee la lingua più conosciuta al mondo, l’inglese: “Art is not where you are going to find it”, tradotto letteralmente in italiano con “L’arte non è dove la cerchi”.





