Ogni giorno ci guardiamo intorno e cerchiamo di sorprenderci per qualcosa di nuovo o di straordinario che ci aspettiamo arrivi, ed ogni giorno rimaniamo delusi perchè è tutto così prevedibile che non ci riesce proprio più di stupirci. Ma allora, sono gli avvenimenti incantatori che vengono a mancare con il loro fragore, oppure siamo noi, che innescati come detonatori nel frastuono della vita, non riusciamo più a comprendere il nostro tempo e con esso anche il corso naturale dei suoi ritmi. Perchè non ci riesce più di rimanere abbagliati e muti davanti alla bellezza di ogni istante del giorno ; ammirarne e comprenderne la grandezza con passione ed umiltà. No!...è meglio non pensare, il verbo è sempre lo stesso” stonarsi”, perchè solo così si sta bene; un bene effimero, stupido e peraltro costoso alla salute.
Proviamo ad immaginare di trovarci dentro un nuovo umanesimo dove la valorizzazione dell’uomo non deriva dalla sua capacità di usare le armi, il denaro e la furbizia, ma dalla sua abilità di sorprendere con atti capaci di incidere sui sentimenti, sulle passioni, sulle relazioni umane e perchè no, sulla qualità della vita. In questo contesto, proviamo ad immaginare e concettualizzare il bello, non virtuale ma effettivo, confrontandolo con la fragilità della vita e mettendolo al suo servizio, non per distrarci ma per assecondarne il viaggio. Non abbiamo più bisogno di sentirci rassicurati dalle cose che conosciamo (chi non conosce, oggi, i grandi maestri del novecento) ma possiamo liberamente abbandonarci alla lettura di nuove maniere di inerpetrare il contemporaneo, senza falsi pudori, senza ipocrisie , senza pregiudizi e sopratutto senza paure, con l’animo e la mente aperti e pronti ad accettare una parte essenziale del proprio tempo. Non deve imbarazzare rifiutare o non comprendere; anche la nostra mente ha bisogno di esercizio pratico…. mai violento!
Certamente, ci si potrà imbattere in mistificazioni e tentativi commerciali di far passare tutto per assoluto, solo la Vostra nuova sensibilità sarà il giudice che vi permetterà di entrare in sintonia con il prodotto artistico ogni qualvolta se ne presenti l’occasione. L’Arte contemporanea, un tempo era l’appellativo dell’arte moderna; per essere contemporanei non occorre essere moderni, basta accettare di essere quì adesso, in questo tempo dilatato ed in questa confusione che talvolta ci rende soli ed impauriti.
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In questi ultimi momenti, ho avuto occasione di avvisare una stranissima frenesia dentro ai corridoi dell’arte contemporanea, una frenesia inusuale per un settore moribondo se non già de cuius!. Tutti, proprio tutti si affannano a dichiarare il loro interesse(bah!) e le iniziative per sottolineare alla meglio l’evento.No!, ipocriti da otto settembre, sempre pronti a cavalcare ogni cosa pur di compiacersi con la storia e magari con i sudditi. Io ho bussato a tutte le porte per ottenere, non denaro, ma spazi dentro ai quali incontrarsi con l’arte contemporanea; niente! (merd).All’assessore alla cultura di Verona….certa Perbellini, dico :”ma chi cazzo crede di essere per non rispondere ad una esplicita richiesta di colloquio…....maleducata!. Evidentemente più che la cultura per gli altri >Le interessa essere protagonista visto che quando c’è da presenziare non manca.Questa ed altro sono i limiti in cui un operastore d’arte contemporanea è costretto ad imbattersi; sono i limiti provinciali ed ignoranti di una città bigotta , falsa e fintoperbenista.Volete l’arte contemporanea, beh fatevela in casa!.
C’E BISOGNO DI UN NUOVO RINASCIMENTO Ho riflettuto attentamente sulla pochezza del nostro tempo, un vuoto intellettuale e morale che lascia con l’amaro in bocca. Lo sballo, e quindi il rifiuto di pensare e di assumersi le proprie responsabilità davanti alla vita, inducono le generazioni più giovani e quindi più vulnerabili, a correre velocemente ed ineluttabilmente verso la fine..quasi come un attodovuto e da compiere, per abbracciare e compiere l’ineluttabilità del destino.I valori..non certo quegli descritti dai cattivi maestri della politica , della scuola, della chiesa ecc.ecc…,si sono volattilizzati in un lasso di tempo talmente veloce da non riuscire più a percepire con chiarezza il senso dell’onore e della giustizia e della reatà.Si è diffuso il panico generale; il terzo squillo di tromba ha sancito la ritirata ed il …Si salvi chi può; si sono generati i più squallidi nepotismi e si sono realizzate oligarchie in grado di trattenere per se tutto il bene della terra a scapito di miliardi di esseri umani abbandonati a se stessi e magari ad una morte fornita loro dalle multinazionali.Nonostante le continue chiamate di uomini attenti a questi temi, nulla..proprio nulla !!..,c’è sempre li pronta una giustificazione per non comprendere.Dice Stefano Benni in “Spiriti”.....tutto ciò che un paese forte e ricco decide,intraprende e sceglie ogni giorno,ha come conseguenza e necessità:preparare la Guerra,coltivare la Guerra,prevedere la Guerra,accettare la guerra,scegliere,ogni tanto,per quale guerra indignarsi e quale guerra dimenticare.Proviamo allora ad immaginare un nuovo RINASCIMENTO che nascendo come allora , dalle ceneri della desolazione e della perdita di ogni riferimento morale, sia in grado di proiettarci tutti, indistintamente, verso un modello in cui il culto dei valori più prossimi all’uomo ed essenziali per il godimento di questa vita, che dovrebbe restare sempre un magnifico dono, sia così naturale da non doverne fare oggetto di insegnamento ma opzione spontanea ed individuale. La poesia, che oggi viene citata dalla politica in termini ingenui e spesso dispregiativi ( fare poesia)dovrebbe far riflettere sul senso delle cose; troppe parole si sprecano per definire ed inglobare un sentimento, fino a farlo diventare ridicolo e non più appropriato.Quanti AMO ascoltiamo ogni giorno nel nostro andare affacendati verso il nulla, quel nulla che è una trappola mortale studiata ad arte, ma quì l’arte non centra proprio!.Amo; tutti amano tutto!, anche se non conoscono il senso compiuto del termine (donazione)loro, gli ingenui ipocriti, amano tutto e di più, oppure odiano e disprezzano; le cose e le persone non in sintonia, chefanno sempre SCHIFO.Azzerriamo il mondo e riportiamo la barra al centro, al centro della vita e della speranza, al centro delle illusioni perdute, al centro della passione, al centro meno roboante ma che abbia in se il senso più semplice…io mi curo di te.e basta. L’Arte che in se ha il germe della comprensione universale (Ci siamo mai chiesti se c’è mai stato in noi il rifiuto di un artista perchè proveniente da un lontano paese, magari ostile….NO!.Olmi, nel suo ultimo film, in ordine di tempo, ” I cento chiodi” ha magistralmente sottolineato come secoli di scrittura e di cose dette, di filosofia e di Arte non siano serviti a nulla, l’uomo si è imbevuto di PAURE, ne ha sorseggiato l’amaro calice e ne vive l’ebrezza del degrado.Paura vera o percepita; paura del diverso, paura del vicino; paura di non farcela; paura di non contare; paura di essere emarginato; paura di non essere uniforme allo stereotipo mediatico;paura di essere solo un essere umano con tutte le ansie e le paure di un essere umano alla ricerca della sua FELICITA’. Fernando Rossi
EUREKA!!!!! Finalmente anche da noi, in questa terra di impertinenti sufficienze,è approdato un ” MIMA” (distretto grafico)con l’intenzione di fare cultura contemporanea .La generosità intellettuale di Maurizio Marcato, fotografo ecclettico, e di Elisabetta,art director, hanno insieme saputo ben definire, nelle sue linee portanti, e realizzare ,un progetto che fa dell’arte contemporanea una realtà tangibile e non più quella sorta di araba fenice che come recita il verso….”che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa”,sta più nei pensieri della gente che non nella loro quotidianità. Le responsabilità ci sono tutte e ben evidenti; la politica non ha pensieri per l’arte contemporanea, e si muove quasi sempre con un atteggiamento provinciale e snobbistico, fatto di paure e supponenza.Tanto,loro, i politici,non comprendono nemmeno la differenza fra moderno e contemporaneo!.Verona in tutto questo, è ancora più ottusa del necessario, perchè a giustificare l’inadeguatezza culturale c’è sempre la lirica che regala blasoni , siparietti e forse poco altro.Ma il MIMA , adesso, è una felice realtà, a santa Maria di Zevio;una realtà solida e basata su fondamenti precisi che fanno dell’arte contemporanea ,della grafica,della fotografia ecc.i presupposti di un confronto totale fra le esperienze culturali che animano il set intellettuale dell’intera Europa e perchè no, del mondo intero, sempre più piccolo.Gli appuntamenti sono sempre forieri di grandi sorprese e novità, il 20 settembre assisteremo ad un evento /incontro con la fotografia russa.Io ci sarò per raccontarvi in diretta ciò che io stesso vedrò per la prima volta.Ciao Fernando