“Una selezione di 42 opere, scultoree e pittoriche, di Beatrice Feo, Adriana Montalto, Gabriele D’Acquisto, Lino Minneci, Nicola Pucci.

Icone della storia e della mitologia, del sacro e del profano, simbolismi e ambiguità , sono le tematiche affrontate dai cinque artisti all’interno della mostra curata da Daniela Brignone. Una profonda rielaborazione di immagini ed eventi e un adattamento alla realtà contemporanea che consente di dare loro una nuova identità e un senso.
L’indagine dell’anima è affrontata attraverso la rappresentazione dei personaggi di un passato illustre di Beatrice Feo, sospesi tra delirio e follia, sacralità e austerità ; delle virtù e dei vizi rivisitati e personificati da Gabriele D’Acquisto; delle visioni trascendenti di Adriana Montalto, plasmate in forme classiche nel bronzo, solido come deve essere la fede religiosa; figure inquietanti e oscure, quasi ossessive, di Nicola Pucci, sottolineati da un simbolismo tra l’ironico e il suggestivo; delle espressioni di una sacralità remota rappresentati da Lino Minneci, come quella della popolazione azteca, radicata nel tempo, nello spazio, nelle persone, negli animali e nelle cose o legati alla storia primordiale dellâ’umanità.
La mostra è promossa dalla Fondazione Minneci di Villareale e dalla Presidenza della Regione Siciliana.”
La mostra sarà a Napoli negli spazi della Galleria Merliani 137.
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I vizi,le passioni ,il delirio e l’ossessioni sono sempre state una peculiarità umana, nel mondo animale penso siano indotte solo dall’uomo.
Essere strumenti di se stessi per la rappresentazione di queste caratterische umane è alquanto alienante, saperlo comunicare al prossimo con le forme e il colore e ancora più difficile…penso sia stata la scommessa di ogni uomo fin dalla nascita.
Bellissima tematica,vedremo come la sviluppano i tre artisti in questione.Ma credo che loro ne sanno una più del diavolo.
ambiguità dell’anima, forme misteriose che celano la verità nascosta sotto le apparenze umane;divergenze del pensiero, materia vivente della mente,contraddizioni che si scontrano nella realtà ormai evasa ma ancora ricca di emozioni,colori,
spazi infiniti.
Luigi (ROMA) scrive:
9 Ottobre 2007 alle 23:44
VERAMENTE MOLTO MOLTO SCADENTE E A TRATTI SCANDALOSO L’ARTICOLO DEL GIORNALE DI SICILIA SULLA MOSTRA AMBIGUITà DELL’ANIMA DELLA SIGNORA DI MICELI,CHE HA RECENSITO SECONDO I SUOI GUSTI LA MOSTRA ,NON BASANDOSI SULL’EQUITA’E RECENSENDO SOLO DUE ARTISTI DI UNA COLLETTIVA CHE NE PROPONEVA 5,E TRA QUESTI QUALCUNO IN PARTICOLARE DI RESPIRO NAZIONALE O INTERNAZIONALE.ANCHE QUESTO SUCCEDE A PALERMO SOPRUSI FATTI PER ANTIPATIE O SIMPATIE O PER ALTRI OSCURI MECCANISMI DECADENTI.
RESTO SCONCERTATO DA QUANTO ACCADUTO,E CIO’ MI FA’ CAPIRE QUANTO PUO’ ESSERE DIFFICILE FARE L’ARTISTA IN UNA TERRA COME LA SICILIA DOVE ARTISTI CHE DOVREBBERE ESSERE LA PUNTA DI DIAMANTE DELLA TERRA IN CUI OPERANO SONO SABOTATI O IGNORATI VOLUTAMENTE.
MOLTO TRISTE QUANDO PALERMO CI PROPONE ARTISTI IRONICI,STUPEFACENTI,BRILLANTI,CON CURRICULUM DI TUTTO RISPETTO,CHE L’ITALIA RICHIEDE E QUALCHE GIORNALISTA ALLE PRIME ARMI FA’ FINTA DI NON “VEDERE”….
Credo che ci siano troppi giornalisti in giro. Anche certe vallette si definiscono ‘giornaliste’...sONO per la soluzione finale…ELIMINIAMOLI!
Altro che “Ambiguità dell’anima”......
Riferito alla mostra Ambiguità dell’anima-Beatrice Feo-Nicola Pucci-Gabriele D’Acquisto,Nello Minneci,Adriana Montalto,a cura di Daniela Brignone e
Dedicato alla recensione della Sign.Di Miceli del Giornale di Sicilia di Palermo… Frank, italia: Roba da non crederci!Se non l’avessi constatato stamane nel giornale di sicilia di ieri che mi sono fatto portare appositamente,sembrerebbe una barzelletta,ma è una tragica realta’!Tutto è stato ampiamente scritto su questa mostra”ambiguità dell’anima” tutto ,mi sembra tranne le cose piu’ importanti…I quadri di un’artista di punta:Luigi XvI della feo è uno spettacolo,ci sono 10 tra le sue tele piu’ belle degli ultimi anni appese li!L’Agnello di Dio è un capolavoro nel suo genere un quadro pubblicato nei migliori cataloghi italiani,un quadro che ha emozionato persino gli inglesi abituati ad arte”forte”il Narciso Gay è l’apoteosi dell’obiettivo della tematica della mostra intera,imponente da togliere il fiato,e la giornalista del giornale di sicilia ieri nel suo articolo,una certa Di Miceli(mai sentita per altro)non ne parla,niente nemmeno una parola,non ha notato tele di 2 metri ciascuna,imponenti,inevitabili,forse non ritiene siano “degni” della sua recensione nel suo pietoso articolo.Ecco questo succede quando non si è stati “segnalati” da qualcuno,che poi esserne in questo caso valga lo 0 assoluto non importa cio’ che importa è giocare con questi soprusi con queste invidie da pastoie familiari,con questa piccolezza o peggio questa ignoranza del non recensire cio’ che non è di proprio gradimento! Un giornale il giorno dopo si butta via,le parole restano.Peggio per l’arte italiana anzi siciliana in questo caso!Ma non si puo’ parlare di arte in questi termini…troppo lontani da cio’ che succede in Europa dove un’artista come la Feo è e sarebbe portata su di un palmo di mano ,sono tedesco e ne sono certo.Errori? Non credo!....Il successo lo decide alla fine il pubblico e il mercato e non certo una “giovane”giornalista:Tutti hanno apprezzato l’originalità,lo stile personale,l’esuberanza artistica tecnica e cromatica di Beatrice,tutti,tranne lei…E’ inaccettabile anche per gli alrti due artisti con esperienze e curriculum, non essere citati,Minneci reduce da una grande mostra a Palazzo reale a Palermo,non viene menzionato dalla signorina giornalista,come se non ci fosse.Ridicolo!Penoso!GRAVE,Ancora di piu’ se si fà con un’artista giovane e nel culmine della sua ascesa,e tutti se ne sono meravigliati,tutti hanno notato questa grande scorrettezza,ma soprattutto è agghiacciante ed inquietante se si fà con un’artista con la A maiuscola come la Feo. Con rammarico Frank