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si può in spagnolo? per che lavoro a roma a una galeria d’arte contemporanea, pero ancora non posso scrivere corretamente l’italiano…
momentaneamente le lingue richieste sono solo l’Italiano. Chissà un domani. Grazie comunque.
sarebbe interessante. ho una grande predisposizione per la scrittura. ho un premio letterario alle spalle e un saggio sui super eroi che è piaciuto ad una casa editrice.
ad un mio amico ho scritto la bozza per un futuro videgioco da lui ideato.
era una cosa che non mi aspettavo. ho sintetizzato l’idea di una persona in 16 pagine in word.
se vi posso essere utile, mi piacerebbe partecipare.
a presto.
distinti saluti..
evaldo amatizi
[...] persone appassionate per l’arte contemporanea e la voglia di scrivere. Ti piacerebbe diventare autore di Art Blog? Se ti interessa puoi passare subito alla registrazione, oppure contattarci e metteremo subito un [...]
Incontro di ARTE e SCIENZA FIRENZE 22 NOV 2007 Vedi Programma in www.egocreanet.it nel BLOG in alto a Sinistra.
Paolo Manzelli Firenze 23/OTT/2007 pmanzelli@gmail.com
L’Arte secondo me è profondamente legata alla Scienza in quanto la Scienza è Arte e viceversa, la ricerca,le nuove tecniche, tutti gli elementi principali della nostra realtà sono fonte di ricerca sia scientifica che artistica; se pensiamo ai colori per esempio e ci chiediamo da dove provengano colori che sono dentro di noi così ogni parte del nostro organismo ha dei colori, colori che identificano delle forme,ci sono cose che nascono con determinati colori e solo la Scienza può farci capire i loro significati,il nostro DNA è ricco di colori, la sua forma è perfetta.Il mondo stesso è perfetto ed oltre ad essere Arte è anche Scienza.
Rispetto l’opinione di Giusy Grimaldi ma non la condivido. Fernand Leger voleva coniugare la pittura con l’architettura e ne ha scritto un saggio certamente interessante. Altri vogliono coniugare l’arte, ma quale arte? ( pittura, scultura, musica, letteratura, l’arte di vivere), con teoremi astratti e privi di parametri reali. L’arte é stata quella che ha espresso emozioni, verità, bellezza( Leonardo, Michelangelo,Machiavelli,Botticelli, Piero della F.,Degas,Lautrec,Van Gogh,Francesco d’Assisi, Dante,Shakespeare, Petrarca,Pasternak, Leopardi, Pasolini, Pavese, Steinbeck,Chaplin,Primo Levi e gli altri). L’arte contemporanea é un Groviglio Globale, nel quale cercano disperatamente di camminare Warolh, Giacometti, Balthus, Bacon, Schifano, Bonito Oliva etc.
ci sarebbe qualche appasionato che mi saprebbe dire se esiste una fondazione o qualche ente a cui rivolgersi per le autentiche delle opere del pittore George Mathieu
Grazie
L’ARTE DEVE FAR RISORGERE LA CREATIVITA’ E LA SPIRITUALITA’ E NON SOLO LA BELLEZZA ESTETICA.
E’ necessario oggi uscire dai meccanismi sterili dettati dal mercato e dal collezionismo dell’arte contemporanea al fine di perseguire quella convinzione, che si sta radicando in molti artisti, che l’arte possa ancora aiutare il mondo, come forse facevano i primi uomini creativi già nell’antichità, e questo proprio grazie alla conoscenza e alla rivelazione di verità mistico-teologiche e filosofiche(di qualunque religione o fede). A tale scopo è stato pubblicato da Ernesto Solari, artista e storico dell’arte, sul suo sito www.museosolari.com il manifesto della “Resurrection Art” per indicare e proporre quali ricerche e rappresentazioni di Verita’ mistiche e teologiche potranno permettere a tanti artisti di collocare le proprie conoscenze e abilità espressive oltre un piano storico e fuori dal tempo, dalle mode e dalle infinite contaminazioni. Se la religiosità e le varie fedi non riescono a misticizzare e spiritualizzare il Pianeta, a causa di rigidità e regole, dovrà tornare a farlo l’artista con l’arte per la resurrezione della creatività umana e quindi dei valori e delle regole a cui la creatività è legata ad iniziare dall’insegnamento didattico secondo quanto trasmessoci dai grandi maestri di ieri e di oggi. Dall’insegnamento didattico della creatività alla conoscenza del linguaggio Divino della creazione il passo è estremamente breve e le diverse forme di religioni o di mistica (Cristiani, Ortodossi, Cattolici, Protestanti, Ebrei, Mussulmani, Buddisti, Induisti,…), in apparenza distanti fra loro, potranno diventare più unite grazie all’arte, alla creatività dell’uomo, all’amore e alla conoscenza della natura. Tutti uniti dalla creatività e dal linguaggio della natura universale, dalle sue leggi e dal linguaggio divino della sua creazione. Questo linguaggio sarà il vero motore della rigenerazione e della resurrezione della creatività e dell’arte. In questo contesto della Resurrezione dell’Arte e del linguaggio creativo si inserisce il rinnovamento e la rinascita di alcuni ambiti specifici dell’arte che avevano già apparentemente profetizzato e annunciato alcune forme di rinnovamento creativo, filosofale, spirituale nonché culturale dell’uomo e del mondo: il Rinnovamento Futurista, ..il rinnovamento Cubista, il rinnovamento astrattista, il rinnovamento Dadaista…. Ben vengano allora le esperienze, le iniziative (convegni e mostre) legate alle tre religioni monoteiste ed ai rapporti tra arte e spiritualità, tra cultura e mistica. Forlimpopoli, 31.Luglio 2008 Ernesto Solari P.s.:Questo è un invito a visionare il manifesto, ad inviarne via e-mail suggerimenti per eventuali modifiche e a firmarlo se condivisibile. Si chiede inoltre a critici, storici dell’arte e autori che si sentono spiritualmente liberi dal mercato della non cultura e dalla commercializzazione delle emozioni… di sostenere questa rivoluzione che nega la prostituzione dell’arte e dell’artista. L’arte può e deve diventare ispirazione e motore propulsore per una società che ambisce alla rinascita, alla risurrezione umana ed ambientale cercando di ispirare cambiamenti possibili e fruibili, cambiamenti attivi e finalizzati al traguardo della libertà totale.
Ernesto Solari
Complimenti per il sito, ricco di spunti interessanti. Continuate così.
Bravi, ottimo sito, ci ripasserò.
Sig. Lorè non sempre le idee vengono condivise specialmente se queste sono alla base di qualcosa di nuovo ma sarebbe interessante aprire un dibattito proprio su ciò che non si condivide ed arrivare ad un’unica soluzione, io osservo la realtà e credo che contenga qualcosa ancora da scoprire è troppo evidente l’apparenza ma dentro cosa c’è lei dice bene che non esistono più questi grandi del passato ispirati dalle novità da scoprire , ma oggi tante cose sono già state scoperte cos’altro resta mancano le idee ,mancano le ispirazioni di Dio e quindi non ci sono più grandi cose, ma dentro ogni cosa che esiste cosa c’è io vorrei capire proprio questo voglio andare dentro la realtà per capire quale verità si nasconde non è per presunzione, osservare e capire la realtà con quello che contiene e non per andare oltre quello che esiste ma è troppo evidente l’apparenza.
Tutto è arte..l’arte è evocazione e manipolazione della realtà! Piero Manzoni diceva che “il vero artista oggi, non è quello che sa disegnare perfettamente un albero, ma quello che riesce a vendere anche i suoi escrementi”. Questo messaggio è stato quello lanciato nel 1961 quando inscatolò le sue feci in un barattolo (Merda d’artista). Questo messaggio distrugge praticamente tutti gli artisti classici in quanto lancia completamente una visione opposta al classicismo. E quindo non bisogna dire che ci sono grandi Maestri soltanto nei secoli passati, ma dobbiamo capire che il Novecento storico italiano è pieno di grandi Maestri come Schifano, Fontana, Duchamp, De Maria, gli artisti dell’arte Povera, Sassu, Maccari, Cassinari, Lilloni, Casorati, De Chirico, Campigli, etc…. e diciamo la verità..artisti come Warhol (icona della Pop Art) non “cercano disperatamente di camminare”..sono “semplicemente” Geni.
Loris: lorisdiottavio@galleriamiro.it – galleriamiro.it
Bello il commento alla Pancino della Alina Altieri. Ma chi è costei?
Mal fai se laudi o peggio ancor riprendi, la cosa ,se tu ben non l’intendi (LEONARDO DA VINCI) questa frase ha un valore assoluto, tutti vogliono dire la loro sull’arte senza conoscerne l’evoluzione sia estetica che etica. Artisti che vogliono fare gli ARTISTI senza conoscere le tecniche , le sperimentazioni, i materiali del passato
Sono 100 anni che l’arte moderna e contemporanea copiano da quel genio di DUCHAMP (andate a leggervi cosa scriveva nel 1916) gli artisti contemporanei di oggi se la sognano la cultura di DUCHAMP. Dire che Warhol è un genio mi sembra un assurdità ( diamo al popolo ciò che il popolo vuole , il capolavoro assoluto è il biglietto da un dollaro)) ma allora se nessuno tira fuori idee, cosa dobbiamo fare ? vivere in questo nulla assoluto? dove nemmeno gli artisti devono avere una cultura superiore , ma devono sempre abbassare il loro livello culturale per farsi capire dal POPOLO?
Avrei piacere di discutere con voi tutti.
gabrielecalderoni.wordpress.com
E TUTTO DA RIFARE E TUTTO DA RIVEDERE E TUTTO DA RIDISCUTERE.
L’ARTE CONTEMPORANEA DEVE SEMPRE RISPECCHIARE LO STATO SOCIALE CULTURALE POLITICO DEL MOMENTO IN CUI VIVIAMO.
QUESTA E LA VERITA TUTTO IL RESTO NON E ARTE CONTEMPORANEA.
UN CORDIALE SALUTO.
STEFANO LUBATTI
http://rossellodamiano.ning.com/
ARTISTI, GALLERIE E CURATORI D’ARTE. OLTRE 1500 MEMBRI. ISCRIVETEVI SARETE I BENVENUTI
Sono Carlo un giocane disegnatore e grafico nello stile fumttistico ho un blog con disegni di generi diversi. Insieme ai disegni vi sono delle riflessioni che completano l’opera.
Grazie per questa iniziativa
Bellissimo blog e interessante discussione.
Un dipinto antico è una costruzione compatta di strati studiati per accogliere la luce. Ogni operazione ha un suo scopo deposto in un livello microstrutturale, chimico. Il fine è una trasfigurazione onirica del reale. I sogni sono intrisi di una dimensione del tempo che è loro propria; l’arte figurativa cerca di raccogliere questa medesima dimensione, si pone su un piano parallelo a quello della realtà quotidiana. Questo è possibile grazie alla presenza simbolica della luce. L’arte classica è incentrata a riprodurre la luce attraverso il veicolo delle forme apparenti. Non vi è gesto, ne’ espressionismo. L’individualismo scompare. Non è l’artista che deve apparire ma l’arte.
L’arte mira ad essere veicolo di una realtà che trascende il rumore del quotidiano. Nel suo farsi c’è un intimo rapporto tra il tempo e la materia, un rapporto che caratterizza in generale il prodotto artigianale. Non vi può essere un assemblamento ordinato e armonico di materiali se non attraverso l’impiego del tempo per la sua realizzazione. Il materiale diviene, attraverso l’impiego del tempo, materia del manufatto ed è una materia nuova che si differenzia dal “visto” che ci circonda: ciò che ci circonda viene visto, l’opera d’arte si può toccare con gli occhi. Essa stimola una qualità di percezione che fa da eco alla trasmissione ordinaria del percepibile che riceviamo attraverso i nostri sensi. Il vedere riceve uno stimolo, attraverso l’opera d’arte, che amplifica ed esalta la vista veicolando la comune appercezione ad un livello di attenzione diverso. L’opera d’arte tocca l’anima e il modo di sentire dell’anima. Benché non sia razionalmente spiegabile, sono convinta che il tempo impiegato nel farsi dell’opera, carico di attenzione, costituisca la materia che rende possibile questo veicolarsi del visto al toccato con gli occhi. In sostanza è come se il tempo-attenzione divenisse materiale intrinseco del manufatto, agente sui nostri sensi. Per questi motivi l’arte ha un doppio valore: uno legato ai tempi ed ai luoghi ed uno slegato da essi ed universalmente riconoscibile. Il suo valore legato ai tempi ed ai luoghi si manifesta al livello delle idee: l’illustrato, il soggetto dell’espressione. Per l’arte del periodo classico i soggetti sono, in Italia, prevalentemente di tipo religioso: i santi, la Madonna, la storie della Bibbia e più raramente rimandi alla mitologia classica antica greca e romana. Nell’Italia di adesso, il soggetto prevalente è il disagio, la frammentarietà, l’assenza, il perduto, i barlumi di memoria delle nostre radici ancestrali ed anche un rapporto patologico con la sessualità. Questi temi emergono laddove manca un veicolo forte, che si imponga con potere, come è stato per diversi secoli la struttura religiosa, sia sotto l’aspetto della committenza che imponeva determinati soggetti, sia sotto l’aspetto della forza ispiratrice, che attraverso i simboli religiosi proponeva dei contenuti universali. I contenuti universali, adesso, si sono dipanati nelle singole individualità degli artisti, senza una forza ispiratrice di matrice mistica. Ciò produce un effetto di abbandono, un tentativo doloroso di saltare sulle proprie ginocchia per raggiungere il lontano intoccabile. E’ evidente ciò anche nella precarietà dei manufatti: essi sono velocemente deperibili se non addirittura ideati per durare un certo lasso di tempo, un giorno, un’ora o il tempo della durata dell’esposizione (happenings, installazioni, performances), laddove una tavola del 1400 ben restaurata emana ancora il suo lustro anche se, dal punto di vista delle idee non ha più potere comunicativo. Tuttavia permane la matrice vera, originaria dell’arte, il suo valore universale che si pone al di fuori delle idee e del piano temporale. Noi usufruiamo di queste opere prevalentemente attraverso i musei, luoghi della conservazione, che raccolgono memorie del passato ma isolano anche una intera categoria di prodotti in un astuccio che le separa dall’attualità, le dichiara implicitamente dimesse. Io vorrei mescolare tutte le cose, straziare l’antico e il moderno perché l’anima è una e c’è un piano dove tutto dialoga: la performance davanti a un quadro del Crivelli. La precarietà dell’arte contemporanea dal punto di vista conservativo, ha un valore suo implicito, è espressione intrinseca all’opera stessa ed è quindi un elemento naturale dell’opera. Non ha senso, io credo, conservare un opera di Handy Worrol o di Marcel Duchamp, o di Luciano Fabro, dal momento che le forme da loro proposte si sono riversate nei media e continuamente si ripropongono come linguaggio ai nostri occhi attraverso le pubblicità, la vetrinistica, l’arredamento e quant’altro. Sono parole da loro coniate e riversate nel linguaggio visivo quotidiano. Il loro apporto sta per l’appunto nelle parole. Gli artisti degli ultimi decenni hanno coniato un nuovo linguaggio che tutti abbiamo oramai appreso e tuttavia il mercato dell’arte, attraverso il suo apparato critico ancora parla di nuove tendenze. L’unico elemento nuovo che può esserci è dovuto alla precipua individualità dell’artista, alle sue caratteristiche personali, al suo specifico vissuto ed esperienza che appaiono nel suo linguaggio come traccia della sua unicità di individuo, un individuo tra tanti. Il mercato dell’arte stressa infatti questo aspetto in quanto unico prodotto vendibile: sfrutta parassitariamente la persona-artista, vende l’artista prima ancora dell’opera d’arte.
Una volta incastonato nella corona dell’arte contemporanea e valutato in termini economici il suo prodotto, qualsiasi oggetto d’arte proposto dall’artista, ha un costo che è legato al suo nome e non al prodotto in se stesso. Il mercato dell’arte si muove sullo stile delle operazioni di borsa: le opere d’arte/azioni, vengono immesse sul mercato con un valore economico che è pura astrazione e che segue leggi interne alla macchina economica. La valutazione delle opere d’arte/azioni è guidata dai gestori e finanziatori dell’arte il cui interesse è creare un prodotto con un determinato costo x che possa costituire un investimento durevole e incrementabile nel tempo, resistente all’inflazione e rivalutabile alla morte dell’artista. In contrasto a ciò le opere d’arte moderna e contemporanea hanno problemi di conservazione enormi dovuti alla varietà dei materiali utilizzati e, in molti casi, allo scarso contenuto di sapienza artigianale oltre che dall’essere avulsa dalle intenzioni dell’artista la durabilità del prodotto stesso.
Un altro segnale interessante si manifesta attraverso il tempo: il tempo separa ciò che è vecchio da ciò che è antico mostrando la differenza con una eloquente immediatezza che non necessita di osservazioni acute o di studi accurati. Un’opera d’arte è antica quando le tracce del tempo non ne oscurano lo splendore: un busto tronco di mani, testa e braccia di una statua di Venere del periodo ellenistico ci stupisce ancora. Un quadro di Malevich ingiallito richiede una capacità di astrazione per scorgerne il significato, necessita di un apparato culturale che ce ne permetta la lettura poiché il suo valore è più intrinseco al piano delle idee piuttosto che al piano della materializzazione di un contenuto mistico proprio perché il contenuto mistico di un quadro di Malevich non è espresso attraverso il fare artigianale ma direttamente attraverso l’idea stessa di misticismo . Può essere la medesima differenza che c’è tra una preghiera reale ed una preghiera recitata. Una preghiera reale accosta a Dio la nostra anima e si pone oltre il tempo; una preghiera recitata è una moneta di scambio, un pagherò, un’intenzione rimandata a momenti migliori, quando saremo più liberi dalla gabbia astratta delle idee e potremo vivere noi stessi.
Molte confraternite monacali hanno posto al centro delle loro pratiche spirituali la produzione di opere d’arte: i monaci ortodossi con le icone, i frati certosini con gli intarsi, i maestri sufi con le calligrafie, i monaci buddisti con i mandala. La caratteristica che accomuna queste diverse espressioni è che la novità in se stessa è assente: la forma è un involucro, è l’idea che contiene il contenuto ed il contenuto è intrinseco al fare. Traspare nell’oggetto come risultato del fare, un fare carico di attenzione, così carico di attenzione che pare quasi una preghiera. Questi manufatti non invecchiano, diventano tutt’al più antichi quando il tempo è trascorso abbastanza a lungo su di essi.
La conoscenza artigianale e l’umiltà dell’anonimato potrebbero costituire una corroborante iniezione di equilibrio nel panorama sociale attuale. Abbiamo bisogno di bellezza e di semplicità. Disassemblare tuttavia un motore così potente e ben funzionante quale il mercato dell’arte è un impresa improponibile e surreale. Tuttavia si può concedere spazio a qualsiasi riflessione sull’arte e si può tentare di sottolineare quegli aspetti dell’arte che la rendono universale non tanto per il fatto che le modalità espressive e gli strumenti culturali sono globalizzati e che quindi i prodotti dell’arte attuali si assomiglino un po’ in tutto il mondo, ma universale nel senso di positiva e propositiva, di esoterica come contenuto e non come forma, di tentativo di armonia.