Non è una novità, anzi è risaputo che l’arte può essere anche una forma alternativa di investimento e da quanto scrivono in Affari Italiani la maggior parte delle volte è meglio degli investimenti in Borsa, ecco perchè:
I tassi d’interesse per depositi su conti corrente sono praticamente inesistenti, giocare in borsa non rende più come in passato, le performances immobiliari sembrano essersi stabilizzate; tutto questo quando l’inflazione è in crescita (in Italia l’inflazione, sale di mese in mese del 2,2%) e gli interessi generati da risparmi o investimenti di vario tipo non bastano più a coprire i costi di gestione e l’aumento del costo del denaro.
Investire in arte, dunque, è una possibilità presa sempre di più in considerazione da chi se lo può permettere, soprattutto all’estero, come alternativa agli investimenti tradizionali (borsa, valute straniere, immobili, obbligazioni, fondi e quant’altro). Le cifre parlano da sole: nel 2005 si è registrato un giro d’affari mai visto prima, 4 miliardi di dollari, rispetto ai 3,6 dell’anno precedente, nonostante il volume dei pezzi venduti sia rimasto invariato, 320mila. Dunque si può constatare un incremento dei prezzi (ovvero dei tassi d’interesse per di chi vende) pari al 10.4 , che segue quello del 19 registrato nel 2004.
Inoltre l’arte in quanto tale, i luoghi in cui se ne parla e si contratta, i personaggi che ne discutono, hanno un cliché di esclusività, uno charme particolare, e chi non ne fa già parte prima o poi sogna di entrarvi; alcuni per decorare la maison o il palazzetto appena comprato; altri con l’intento di investirvi e specularvi; altri ancora per accedere a quello che è un intramontabile status symbol, per essere protagonisti di un fenomeno economico dotato di un irresistibile glamour, un vero e proprio “must” per nobili e parvenus.






[...] imprenditori italiani che contribuiscono a vivificare l’interesse per il già florido mercato dell’arte contemporanea (che nel 2006, secondo Nomisma, ha generato un giro d’affari di oltre un miliardo) e a sostenere il [...]
Infatti i quadri d’arte sono spesso considerati come un bene di rifugio addirittura fortemente ricercati e trafugati in tempi di guerra…con armi o a colpi di dollari..le cose non cambiano..!!!