Haring descriveva così il lavoro con Little Angel Ortiz:
“Tutto il lavoro fatto da Angel e me è relativo alle superfici e normalmente copre o trasforma gli oggetti dove è applicato”. Come una specie di fiore rampicante, un’edera selvaggia e amorfa che attecchisce preferibilmente sui muri delle città. Questa, l’impressione che la pittura di LA2 suscita. Una sintesi complessa e criptica dei mille messaggi che si incrociano ogni giorno e ogni notte lungo le vie delle metropoli. Ormai linguaggi diventati babelici, parcellizzati, atomizzati e ripetitivi come gli echi di un traffico esasperante di brandelli di voci, suoni, rumori, attese, sospiri, speranze. Linguaggi non immagini; simboli, ideogrammi, forse. Un estremo, incredibile tentativo di sintesi di civiltà diverse, un melting pot di idee, shakerato da un barista furioso ma fantasioso. Come in un cocktail che dà alla testa, le opere di LA2 sono in grado di spaesarti ma contemporaneamente ti permettono di cogliere un univoco, coagulante senso della vita, ossessiva e labirintica, che ci costringiamo a vivere. Alla fine, quei segni, quei graffiti ci rappresentano.
Rappresentano le nostre anime anonime, sbalestrate lungo i viali scialbi delle città, terribilmente anonimi anch’essi, alla ricerca frenetica di un significato che sempre ci sfugge e che vogliamo a tutti i costi che ci sfugga. Un rincorrersi continuo ed esasperante dietro una verità che non c’è e che non ci sarà. Ma che ci manca come l’aria, quando l’aria ci manca… Alina Altieri
Ecco la pagina di Angel Ortiz, dove troverete alcune opere disponibili. Per ulteriori informazioni contattatteci.






Opere davvero fantastiche, artista da seguire, ancora un’altro centro per la galleria quadreria.Bravi.