Dreamers of Colors – Arte e Moda è alla seconda edizione, la location di Ferrara non è casuale per una città riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, ricca di cultura e che si è sempre offerta come grande palcoscenico per l’Arte del passato e del futuro; la magnifica scenografia del Teatro Comunale, farà da cornice ad una sfilata dedicata all’fotografi.
Dreamers of Colors viole essere un omaggio ad un grande artista come Giovanni Boldini (1842-1931) ferrarese di nascita che ha fatto del fascino femminile e della moda il motivo conduttore per tutta la sua opera pittorica. Gli stilisti e le maisons partecipanti avranno proporranno una serie di modelli ispirati allo stile ed ai canoni estetici espressi nella pittura da G. Boldini colti nella magia e nel mistero delle sue straordinarie figure femminili piene di charme.
Nel Foyer del Settecentesco Teatro Comunale di Ferrara che si affaccia sul Castello Estense si daranno appuntamento la Maison Chiara Boni, Alexandra Fede, Be.Fashion, oltre a Maristella Colombo, Michela Moretti, Giusi Indelicato ed i più bei nomi della moda emergente si misureranno in un concorso che premierà lo stilista che meglio saprà interpretare i canoni estetici di G.Boldini.
L’evento sarà strutturato nel seguente modo:
Ogni stilista emergente presenterà una mini-collezione di abbigliamento in cui lo stile ed il contenuto richiami il carattere e l’ispirazione della pittura di G.Boldini in concomitanza con il vernissage di una mostra d’arte visiva con una decina di artisti le cui caratteristiche possano esprimere sinergie estetiche in omaggio alla pittura di G.Boldini.
Saranno ospiti della manifestazione personaggi importanti della moda italiana oltre alla stampa ed emittenti nazionali è prevista nel parterre la presenza di Marina Como, Paola Cacianti (TG nazionali) Andrea Malavolti (collezioni Trends).
E’ inoltre prevista la sfilata di spettacolari costumi teatrali, realizzati dalla costumista teatrale, Maria Luisa Zappi, promotrice della Scuola “Il Carro Di Tespi” presso il Teatro Cantoni di Legnano, e la presenza della illustre costumista cinematografica di Cinecittà, Adriana Berselli, che nella serata del 14 settembre, presso l’Hotel Duchessa Isabella di Ferrara, terrà una conferzenza su “Arte, Moda e Cinema”, in collaborazione con l’associazione Culturale OLIMPIA MORATA di Ferrara.
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Dai primi del ‘900 con il futurismo, la moda è entrata a far parte dell’arte. L’abbigliamento determina uno stile di essere al mondo, e questo stile, e proprio perché è uno stile, equivale in qualche modo ad una forma, ad una forma artistica. Negli ultimi tempi gli scambi a gli influssi reciproci tra Arte e Moda sono divenuti sempre più invasivi. Tutto risale a quella espansione in territori non strettamente pertinenti all’arte operata nel secolo scorso dai futuristi. L’arte non deve essere il sacro recinto abitato da pochi privilegiati, ma ne devono poter fruire anche le masse nei loro consumi giornalieri, elevando la qualità della vita! I fantasiosi gilet di Depero, dai colori sgargianti, assolutamente anticonformisti, sono entrati nella leggenda dell’incontro Arte-Moda, quale concreta dimostrazione della ferma quanto spregiudicata volontà di rinnovamento del mondo intero espressa nel manifesto del 1915 ‘’Ricostruzione futurista dell’universo’‘. L’arte come (utopico) strumento di cambiamento e di progresso, a partire dagli oggetti più umili. A prescindere dalle utopie e dalle filosofie, sta di fatto che Arte e Moda sono in ogni caso territori contigui, trattandosi di creatività in entrambi i casi, con il distinguo della funzionalità attinente a Moda. E la storia cresce con Sonia Delaunay, meravigliosa portatrice di pure cromie astratte nell’abito, procede a Parigi negli anni ‘30 con Elsa Schiaparelli (ispirata dai surrealisti) che amava trasporre sui tessuti e rendere indossabili le stralunate fantasie di Dalì come quelle provocatorie di Man Ray. E nel secondo dopoguerra Moda penetra i santuari della ricerca artistica di punta come i concetti spaziali di Lucio Fontana, con la collaborazione dell’atelier di Bruna Bini e Giuseppe Telese e anche della triestina Mila Schoen, trapiantata in quella Milano che stava diventano la capitale della moda italiana. Un elemento artistico può “essere sfruttato” all’interno di una società, per un fine di chiaro stampo economico. La moda è un fenomeno artistico e commerciale, destinato per la sua stessa natura ad essere effimero. E la sua essenza è proprio in questa precarietà. La musica, l’arte, la voglia di infrangere gli schemi: la moda è una combinazione di questi elementi e trae origine dal gusto degli stilisti di innovare e rinnovarsi mettendosi sempre in gioco. Si tratta quindi di definire e rimarcare lo stretto legame fra arte e moda: l’arte capace di influenzare gli stili di vita e l’estetica della civiltà occidentale, non da meno la moda, bisognosa di trasgressione provocazioni ha captato, e ne ha saputo ”depredare” stili, forme, colori e filosofia. L’abito serve a coprire, l’arte serve a ‘’scoprire’’, aveva detto un tempo Achille Bonito Oliva.INGRESSO AD INVITO





