S’illuminano gli occhi di Marina Ripa di Meana che con la memoria torna a quegli anni, i Settanta, quando il nuovo mondo si scontrava con il vecchio e lo picconava per farlo crollare, «quando tutto era contestazione e si voleva liberalizzare ogni cosa, il sesso, le droghe, l’amore». E lei, venticinquenne con già un matrimonio alle spalle e una bimba da proteggere, si lasciava travolgere e (quasi) distruggere dalla passione per Franco Angeli, artista maledetto che con Mario Schifano e Tano Festa rappresentava la Scuola dei pittori di Piazza del Popolo a Roma. Per lui arrivò a prostituirsi.
Nel corso di un incontro avvenuto a Cortina d’Ampezzo, la vulcanica marchesa, parlando del libro, ha svelato un nuovo aspetto del suo animato passato: “Per amore si arriva anche a toccare il fondo e io l’ho toccato. Avevo il mio atelier in Piazza di Spagna, ma ci servivano sempre soldi, tanti soldi, per pagare la sua eroina”, ha raccontato, parlando della sua relazione con Franco Angeli, morto di Aids nel 1988. “Un personaggio oggi molto noto contatta una delle modelle del mio atelier e mi fa sapere che è disposto a pagare molti soldi pur di fare l’amore con me. Gli sparai per gioco una cifra davvero molto alta, e lui accettò”.
Oggi , testimonial di tante campagne, tra cui quella animalista anti-pellicce, lancia un nuovo messaggio, ma stavolta parla ai giovani per metterli in guardia dalla droga, «di qualsiasi tipo, sono contraria anche agli spinelli». Si comincia, dice, «per gioco e poi non se ne esce più, non c’è persona che si salvi, io sono testimone di quanto la droga possa distruggere e portare in basso: per divertirvi fate altre cose».
E ripensa ai tre artisti maledetti, «hanno vissuto una vita spericolata, l’hanno bruciata con la droga e sono morti giovanissimi. Oggi sarebbero dei grandi intellettuali».
Fonte: Corriere della sera






un buon racconto.. sono arrivato alla ricerca solo ora perchè non conoscevo il libro, me ne ha parlato proprio stasera il fotografo Roby Granat