L’anno scorso a settembre negli Stati Uniti si parlò, anche se non troppo, di un trittico di opere composte da una scultura in gesso raffigurante la testa del leggendario battitore dei Boston Red Socks Ted Williams, accanto ad alcuni oggetti legati alla sua professione. Le teste rappresentavano la testa mozzata del Williams stesso. Perché era stata mozzata? Perché il fratello, invasato duro, aveva ottenuto la custodia del corpo del campione e aveva deciso, dopo una controversia legale con la sorella, di affidarlo alla Alcor, azienda leader nel campo criogenico. Cosa fanno alla Alcor? Semplice: immagazinano i corpi di persone morte dentro a contenitori stagni raffreddati con azoto liquido. Un giorno, secondo loro, verranno riportati in vita. Nella procedura di stoccaggio della Alcor è previsto che la testa sia conservata separatamente. Quindi decapitano i cadaveri, prima di affidarli all’abbraccio del freddo Kelvin.
Dell’opera e del suo realizzatore, il barbuto Daniel Edwards, non si seppe molto da questa parte dell’oceano e nemmeno poi troppo dall’altra. Ma qualche mese dopo, nella primavera del 2006, compariva sui giornali di tutto il mondo, dalle parti del colore e non dell’arte contemporanea, l’immagine di una scultura (di cui vedete il lato che i giornali non hanno pubblicato) raffigurante la puerpera Britney Spears che partorisce gattoni, allungandosi su una pelle d’orso. Il titolo della scultura è Monument to Pro-Life: The Birth of Sean Preston, che potremmo tradurre “Monumento al movimento per la vita/al movimento antiabortista: la nascita di Sean Preston”. Britney Spears aveva in efftti partorito il 14 settembre 2005 con taglio cesareo. Ma questo non conta. I giornali, o per Britney, o per quello che vedete, o per l’orso, o per la posizione, oppure per il titolo e la polemica politica pro-life/pro-choice, ne parlarono tutti.
Ora, in questi giorni, si parla della terza scultura del barbuto Daniel Edwards, ancora una volta sui siti dei quotidiani, o nelle pagine del colore, perché si tratta di un busto che rappresenta Hillary Clinton, il senatore, con delle tette maestose e durissime bene in vista. A detta dell’artista, l’idea gli è venuta sentendo una frase di Sharon Stone, pronunciata nelle interviste durante la promozione di Basic Instinct 2, secondo la quale gli americani non sarebbero oggi pronti a dare fiducia a Hillary Clinton perché ha ancora troppa carica sessuale. Evidente che tutto questo non ha niente a che vedere con la realtà della vita politica e delle valutazioni degli elettori americani, ma senza dubbio ha a che fare con la cultura pop e con l’intreccio tra realtà e promozione cinematografica. Quindi c’entra in pieno con la scultura.
Perché Daniel Edwards è un artista pop. Le sue opere non sono solo le opere, ma anche la reazione dei media e il modo in cui il mondo dello spettacolo stesso risponde a sua volta a questa proiezione di sé. Per ora la missione sembra compiuta. A ogni opera l’attenzione cresce e l’elemento di scandalo, fondamentale per l’arte tutta, ma per quella contemporanea in particolare, continua ad essere sottolineato da tutti. L’arte che finisce nelle pagine dell’arte praticamente non esiste, non è rilevante per la società.
Le motivazioni dietro alle opere, l’aria di artista sensibile, l’urgenza creativa, sono solo imitazioni del classico atteggiamento dell’artista. Tutto sembra fare parte di una rappresentazione divertita con la faccia seria, come un mockumentary: diciamo che Edwards sta all’arte contemporanea come gli Spinal Tap stanno alla storia della musica pop.
I documentari The Several Severed Heads of Daniel Edwards e Hillary’s Bust, realizzati dall’esordiente inesistente A. D. Calvo per la Goodnight Film, sono tutti parte dello stesso meticoloco progetto.
Tra qualche mese tornerà con un’altra scultura. Poi faranno una personale. Poi diranno che è un impostore. Salteranno fuori scandaletti e altre sculture e denunce e articoli e altra roba. Tutto secondo i piani, intelligenti, di Daniel Edwards, artista pop.
Fonte Notizia: FreddyNietzsche.com
Tags: Boston, Red, Socks, Hillary, Clinton, Britney, Spears, Daniel, Edwards, Alcor, Pop, media





Grazie mille della citazione
Torna a leggermi!
Buon WE
Davide