
L’immaginaria storia romantica e soave della pura e silenziosa tenerezza tra il pittore Jan Vermeer e la servetta Griet, ha fatto ormai il giro del mondo realizzando uno straordinario numero di vendite. A due anni dalla sua pubblicazione se ne ripropone la vicenda grazie alle immagini “dipinte” – è proprio il caso di dirlo – da Peter Webber. Il regista inglese introduce immediatamente nelle atmosfere quotidiane che l’arte olandese del XVII riproduceva con fedeltà ed intensa compenetrazione. Rasserenano subito le prime inquadrature della paziente e lenta preparazione delle verdure di Griet, nel giorno della sua partenza per Delft, per andare a servire nella casa del pittore. È il 1665, l’inverno è alle porte e la vita nella casa dell’artista è dura e faticosa. I soli momenti di requie Griet li trova proprio nello studio quasi sospeso nel tempo, dove deve spolverare senza spostare neppure d’un millimetro gli oggetti. Il pittore olandese scopre in quella giovane silenziosa e seria, la sola persona della casa a comprendere i segreti dell’arte della composizione e del colore, e con lei costruirà un’insolita ma intensa corrispondenza di sensi e di intelletto. In fondo la storia è quasi impercettibile, e se nel libro le parole riuscivano in qualche modo a sostenerne la mancanza, l’adattamento cinematografico ne mostra con maggior evidenza l’inesistenza.

Anno: 2003
Uscita: 20/02/2004
Durata: 95 min.
Cast: Scarlett Johansson, Colin Firth, Tom Wilkinson
Casa di Produzione: Andy Paterson, Anand Tucker
Trama: Dal romanzo di Tracy Chevalier, Griet e una ragazza di campagna che dopo una tragedia famigliare è costretta a lavorare come cameriera nella casa del pittore Jan Vermeer. Alla fine diventa la modella di uno dei più famosi lavori del pittore.





